Il mito del posto fisso e l’equivoco del colloquio: quello che scuola e lavoro non si dicono
Articolo di Massimo Gervasi Il posto fisso continua a essere uno dei grandi miti italiani. Un’idea rassicurante, quasi salvifica, che però spesso si scontra con una realtà molto più complessa. A parlarne senza giri di parole è Antonio Sorrento , presidente delle Partite IVA Nazionali, mettendo il dito in una ferita che nessuno ama davvero guardare: il cortocircuito tra istruzione, aspettative e mondo dell’impresa. Ogni giorno imprenditori e selezionatori si trovano davanti ragazzi e ragazze preparatissimi sul piano teorico, con curricula impeccabili, titoli, master, certificazioni. Eppure, appena inizia il colloquio, qualcosa si inceppa. Non sanno “vendere” se stessi, non riescono a raccontare cosa sanno fare, cosa possono portare in azienda. Vanno in tilt. Non per mancanza di intelligenza, ma perché scuola e lavoro parlano due lingue diverse. La domanda, allora, è inevitabile: la scuola italiana prepara davvero al lavoro? O meglio: prepara al dialogo che serve per entrare nel lav...