Le cartelle esattoriali: sintomo di un sistema fiscale malato e insostenibile
Matteo Salvini, ospite a Dritto e Rovescio da Paolo Del Debbio, ha lanciato l’idea di una nuova maxi rottamazione: dieci anni di tempo per pagare le cartelle esattoriali, cancellando sanzioni e interessi. Un annuncio che può sembrare allettante, ma che in realtà fotografa un problema molto più profondo e strutturale.
Se oggi quasi 20 milioni di italiani hanno sulle spalle una cartella esattoriale, non è per un improvviso vizio nazionale di evasione o disobbedienza civile, bensì per un motivo evidente: la pressione fiscale e contributiva in Italia è insostenibile. A ciò si aggiunge l’inflazione che divora i redditi, il costo della vita sempre più alto e una burocrazia che spesso penalizza, con accanimento, chi cerca di stare in regola, praticamente un sistema malato.
Il risultato è che tanti cittadini e imprese si trovano a fare debiti con lo Stato, non perché non vogliano pagare, ma perché non riescono a pagare. Le tasse arrivano anche quando l’attività non produce reddito (il periodo del Covid ne è stato l'esempio più ecclatante), i contributi previdenziali pesano più degli stipendi, e le famiglie vedono i loro risparmi ridursi mese dopo mese.
La rottamazione delle cartelle, in questo contesto, rischia di essere solo un palliativo: una scorciatoia per rinviare il problema senza affrontarne le cause. È come dare una boccata d’ossigeno a chi sta affogando, senza mai insegnargli a nuotare.
Se davvero si vuole evitare che milioni di italiani accumulino nuove cartelle, serve una riforma radicale: meno tasse sul lavoro e sulle imprese, meno burocrazia, più sostegno alle famiglie. Solo così si spezza il circolo vizioso che ogni anno porta lo Stato a inseguire crediti che non riesce mai a riscuotere.
La domanda è semplice Matteo: vogliamo continuare a parlare di “rottamazioni” a ogni finanziaria, oppure vogliamo finalmente costruire un sistema fiscale sostenibile e compatibile con la vita reale degli italiani?
Massimo Gervasi PIN Partite Iva Nazionali

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