Amministrative Arezzo 2026: l’analisi pre-voto di Massimo Gervasi

In questa campagna elettorale abbiamo visto di tutto: trasformismi, ritorni improvvisi, candidati costruiti dai partiti e altri impresentabili perfino sotto il profilo giuridico e morale. Una politica che continua a presentarsi come nuova, ma che troppo spesso è sostenuta dagli stessi sistemi di potere che da anni governano Arezzo dietro le quinte.

E mentre si parla di slogan, sicurezza e promesse irrealizzabili, nessuno affronta il vero nodo che ha soffocato la città negli anni: basta conflitti di interesse e basta fondazioni trasformate in mangiatoie della politica e dei soliti noti.

La verità è che questa campagna elettorale non ha dato la sensazione di aver trovato squadre realmente all’altezza della situazione. E paradossalmente, tra i candidati sindaci, pochi sembrano rappresentare davvero il cambiamento che Arezzo avrebbe bisogno di vedere.

I veri candidati sindaci, forse, sono nascosti tra i candidati al Consiglio Comunale. Persone che nelle proprie liste hanno già dimostrato con i fatti serietà, presenza sul territorio, competenza e coerenza, prima ancora di definirsi politici. Persone che conoscono davvero cosa significa vivere Arezzo, fare impresa, lavorare, affrontare problemi reali e non soltanto fare campagna elettorale.

Arezzo oggi è una città ferita, impoverita, piena di cantieri infiniti, aziende chiuse e cittadini sfiduciati. Una città che avrebbe bisogno di amministratori capaci di battere i pugni sui tavoli e pretendere investimenti, sicurezza, lavoro e dignità.

E proprio la sfiducia sta spingendo molti cittadini a non andare a votare. Ma anche questa rischia di essere una sconfitta. Perché la libertà e il diritto di scegliere si difendono anche partecipando, persino quando si è costretti a scegliere il meno peggio. L’elettore oggi ha una sola vera arma: il voto. Rinunciare a usarla significa lasciare decidere gli altri.

Ed è per questo che oggi, più delle bandiere e dei partiti, dovrebbero contare le persone. Dovrebbero contare i volti, la credibilità, il percorso, la presenza sul territorio e le garanzie che un candidato riesce a trasmettere ai cittadini. Che sia di destra, di sinistra, oggi la politica dovrebbe tornare a essere una scelta di fiducia verso le persone, non soltanto verso i simboli.

Che vinca la coerenza.


Massimo Gervasi 

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