Agenzia delle Entrate senza guinzaglio. Pignoramenti a tappeto, ma ad Amazon fanno uno sconto miliardario
In Italia le imprese chiudono, gli artigiani spariscono, gli agricoltori vivono di sussidi, i ristoratori tagliano su materie prime e personale per non affondare. Eppure, ogni giorno ci raccontano che “le aziende italiane sono in salute”. Una menzogna gigantesca.
La realtà è che chi lavora viene colpito da uno Stato che, invece di aiutare, ha deciso di trasformarsi in un esattore implacabile.
>Adesso anche i dipendenti pubblici nel mirino del sistema
Dal 1° gennaio scatterà la nuova stretta: i dipendenti pubblici che hanno cartelle esattoriali per almeno 5.000 euro e uno stipendio superiore ai 2.500 euro al mese si vedranno bloccare in automatico parte del salario. Nessun giudice, nessuna difesa preventiva: trattenuta forzosa e immediata.
Dopo aver colpito partite IVA e imprese, adesso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione allunga la mano anche sugli stipendi dei lavoratori dipendenti. Un segnale chiarissimo: nessuno è più al sicuro.
>Accesso diretto ai conti correnti e pignoramenti senza giudice
Da tempo si spinge per concedere ad ADER il potere di sapere non solo dove teniamo i conti correnti, ma anche quanto c’è dentro. Un controllo totale, un “Grande Fratello fiscale” che scava nelle tasche dei cittadini.
E non è tutto: con l’art. 72-bis del D.P.R. 602/1973, l’Agenzia può già procedere a pignoramenti lampo senza passare dal tribunale. Basta una notifica e i soldi vengono bloccati o prelevati direttamente, senza alcuna autorizzazione giudiziaria.
>Il colpo di grazia: i clienti trasformati in esattori
Come se non bastasse, oggi AdeR si inventa un altro meccanismo micidiale: il pignoramento degli incassi presso i clienti.
Tradotto: se sei un professionista o un’impresa e hai un rapporto continuativo con un cliente, lo Stato può notificargli un atto che lo obbliga a pagare direttamente l’Erario invece di te. Risultato: non incassi più nulla e perdi pure la fiducia del cliente, trascinato a forza in una vicenda che non lo riguarda.
Una strategia che svuota le aziende prima ancora che queste possano respirare.
>Il paradosso Amazon
E mentre lo Stato stritola artigiani, commercianti, PMI e persino dipendenti pubblici, arriva la notizia vergognosa: il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e il direttore dell’Agenzia delle entrate Vincenzo Carbone concedono uno “sconto miliardario” ad Amazon, il colosso che da anni fa profitti miliardari in Italia pagando briciole di tasse.
Dunque: la mano dura con chi ha debiti perché non ce la fa, i privilegi e le facilitazioni con i giganti stranieri.
Lo Stato va contro chi lavora.
È questa la fotografia del Paese: i piccoli imprenditori massacrati da cartelle e pignoramenti, i lavoratori dipendenti con lo stipendio falcidiato in automatico, le famiglie ridotte allo stremo, i colossi internazionali premiati e graziati.
Altro che giustizia fiscale: questo è accanimento sui deboli e servilismo verso i potenti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: aziende che chiudono, giovani che scappano, territori impoveriti.
👉 Il vero scandalo non è che l’Agenzia delle Entrate faccia il suo mestiere, ma che lo faccia solo contro i più deboli, mentre la politica — complice e silenziosa — continua a proteggere i colossi e a raccontarci che “va tutto bene”.

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