Agenzia delle Entrate senza guinzaglio. Pignoramenti a tappeto, ma ad Amazon fanno uno sconto miliardario


23 settembre 2025

In Italia le imprese chiudono, gli artigiani spariscono, gli agricoltori vivono di sussidi, i ristoratori tagliano su materie prime e personale per non affondare. Eppure, ogni giorno ci raccontano che “le aziende italiane sono in salute”. Una menzogna gigantesca.

La realtà è che chi lavora viene colpito da uno Stato che, invece di aiutare, ha deciso di trasformarsi in un esattore implacabile.

>Adesso anche i dipendenti pubblici nel mirino del sistema 

Dal 1° gennaio scatterà la nuova stretta: i dipendenti pubblici che hanno cartelle esattoriali per almeno 5.000 euro e uno stipendio superiore ai 2.500 euro al mese si vedranno bloccare in automatico parte del salario. Nessun giudice, nessuna difesa preventiva: trattenuta forzosa e immediata.

Dopo aver colpito partite IVA e imprese, adesso l’Agenzia delle Entrate-Riscossione allunga la mano anche sugli stipendi dei lavoratori dipendenti. Un segnale chiarissimo: nessuno è più al sicuro.

>Accesso diretto ai conti correnti e pignoramenti senza giudice

Da tempo si spinge per concedere ad ADER il potere di sapere non solo dove teniamo i conti correnti, ma anche quanto c’è dentro. Un controllo totale, un “Grande Fratello fiscale” che scava nelle tasche dei cittadini.

E non è tutto: con l’art. 72-bis del D.P.R. 602/1973, l’Agenzia può già procedere a pignoramenti lampo senza passare dal tribunale. Basta una notifica e i soldi vengono bloccati o prelevati direttamente, senza alcuna autorizzazione giudiziaria.

>Il colpo di grazia: i clienti trasformati in esattori

Come se non bastasse, oggi AdeR si inventa un altro meccanismo micidiale: il pignoramento degli incassi presso i clienti.

Tradotto: se sei un professionista o un’impresa e hai un rapporto continuativo con un cliente, lo Stato può notificargli un atto che lo obbliga a pagare direttamente l’Erario invece di te. Risultato: non incassi più nulla e perdi pure la fiducia del cliente, trascinato a forza in una vicenda che non lo riguarda.

Una strategia che svuota le aziende prima ancora che queste possano respirare.

>Il paradosso Amazon

E mentre lo Stato stritola artigiani, commercianti, PMI e persino dipendenti pubblici, arriva la notizia vergognosa: il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e il direttore dell’Agenzia delle entrate Vincenzo Carbone concedono uno “sconto miliardario” ad Amazon, il colosso che da anni fa profitti miliardari in Italia pagando briciole di tasse.

Dunque: la mano dura con chi ha debiti perché non ce la fa, i privilegi e le facilitazioni con i giganti stranieri.

Lo Stato va contro chi lavora.

È questa la fotografia del Paese: i piccoli imprenditori massacrati da cartelle e pignoramenti, i lavoratori dipendenti con lo stipendio falcidiato in automatico, le famiglie ridotte allo stremo, i colossi internazionali premiati e graziati.

Altro che giustizia fiscale: questo è accanimento sui deboli e servilismo verso i potenti.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: aziende che chiudono, giovani che scappano, territori impoveriti.

👉 Il vero scandalo non è che l’Agenzia delle Entrate faccia il suo mestiere, ma che lo faccia solo contro i più deboli, mentre la politica — complice e silenziosa — continua a proteggere i colossi e a raccontarci che “va tutto bene”.

Massimo Gervasi

Commenti

Post popolari in questo blog

Addio a Emanuele Di Rocco: il ristoratore che con gentilezza e coraggio ha conquistato Arezzo

Le cartelle esattoriali: sintomo di un sistema fiscale malato e insostenibile

Amministrative Arezzo 2026: l’analisi pre-voto di Massimo Gervasi