LIBRI GRATIS E DIGITALI PER TUTTI GLI STUDENTI: la proposta di Massimo GERVASI
Ogni settembre per le famiglie italiane si ripete lo stesso salasso: i libri di scuola. Secondo le ultime rilevazioni, la spesa media è di circa 190 euro per le medie e 279 euro per le superiori, ma tra dizionari, testi opzionali e materiale extra il conto può arrivare a oltre 1.200 euro a studente all’anno. Una cifra insostenibile per molte famiglie, che trasforma il diritto allo studio in un privilegio a pagamento.
Eppure il mercato è dominato da un oligopolio: quattro editori controllano l’80% delle adozioni, imponendo nuove edizioni anche quando i contenuti cambiano solo di facciata. Manzoni nei Promessi sposi non scrive nulla di nuovo, eppure ogni anno si ristampa. Così il riuso dei testi diventa quasi impossibile e l’usato sparisce.
È evidente che il sistema non funziona e che il sapere non può continuare a essere trattato come un business da miliardi.
Bisogna riconoscere che in molte Regione sono state deliberate iniziative a favore di quelle famiglie che possiedono un reddito basso, ad esempio, la Regione Toscana ha istituito il bando Libri Gratis (nell’ambito del progetto Giovanisì) come misura concreta per aiutare le famiglie; ma il problema deve essere risolto alla radice e non tamponato con risorse pubbliche.
Serve legislazione ad hoc, controllo dei prezzi, serve avere il coraggio di r-innovarsi. È importante favorire l'evoluzione verso il digitale.
-Il giusto compromesso, le mie proposte-
1. Libri digitali e-book gratuiti per tutti gli studenti: finanziati dallo Stato, disponibili online, sempre aggiornati e riutilizzabili.
Peso nello zaino ridotto, costi più bassi per famiglie, aggiornamenti più semplici.
2. Piattaforme pubbliche open source: manuali prodotti e gestiti con fondi ministeriali, condivisi tra scuole e insegnanti.
Investimento pubblico più efficace; contenuti di qualità; garanzia di uniforme distribuzione.
3. Detrazioni fiscali immediate per chi è costretto ad acquistare testi cartacei.
4. Stop alle edizioni inutili: ogni libro deve restare valido almeno 5 anni, salvo aggiornamenti sostanziali.
Il diritto allo studio è sancito dalla Costituzione: trasformare i libri in un lusso è una violazione evidente.
Il futuro è digitale, equo e accessibile: un modello che abbatte i costi, garantisce qualità e mette finalmente le famiglie al centro.
Massimo Gervasi
Referente PIN – Sindacato datoriale

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